 Panforte di Siena - Una cascata di farina, un piover leggaro di zucchero e miele, mandorle crocchianti e canditi stuzzicanti. La scorza d'arancio fa lo sgambetto al cedro. Le nocciole tostate diventan granella. Finché, a metter pace, arriva l'ostia bianca. Il profumo diventa più sottile, il colore bruno si stempera nella delicatezza dello zucchero al velo. Dal gusto ricco dell'origine si arriva a toni preziosi e delicati, come il fruscio della seta in un inchino. È il Settecento, epoce cortese. Nasce allora la nostra ricetta di oggi.
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