 Cavallucci di Siena - Una fontana di zucchero e farina bianca, scorzette di arancio candito, cedro a cubetti. Noci e coriandolo. E l'ebrezza dei semi di anice. Trae origine, questo nome scherzo, dall'usanza oggi abbandonata di imprimere sulla pasta fresca l'impronta di un cavallo. Ma le versioni son più d'una e qualcuno racconta che, pepati e saporiti come sono, questi dolci venivano venduti nelle osterie di campagna, per solleticare il palato e inviatare al bere. Eran detti «dolci dei cavalleri».
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